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Attraversate via del Tritone. Continuando diritto per pochi passi sarete nella movimentata Piazza San Silvestro. Il lato di fronte a voi è occupato da un ex monastero delle monache clarisse, antichissimo e un tempo ricchissimo (tra le sue proprietà aveva persino la non lontana Colonna di Marc’Aurelio). Ma, espropriato dopo il 1870 insieme a tanti altri dallo Stato italiano, il monastero fu trasformato in Palazzo della Posta centrale (la sua funzione attuale) e deturpato con l’aggiunta di una facciata moderna. Dentro questo palazzo esiste tuttora la chiesa del monastero, San Silvestro in Capite, così detta perché da quasi mille anni conserva una sensazionale reliquia, una testa ritenuta di san Giovanni Battista. Monastero e chiesa erano stati costruiti nell’VIII secolo da un papa, Paolo I, nella propria casa, ma poi ricostruiti all’inizio del XIII secolo (di quest’epoca è il bel campanile gotico con in cima un galletto di bronzo, unico del genere rimasto a Roma sempre al suo posto); e poi ancora alla fine del Seicento. La chiesa - che dopo la partenza delle Clarisse venne affidata a religiosi pallottini di diverse nazionalità - è all’estremità sinistra del palazzo, preceduta da un androne in cui vi è una raccolta (recente) di iscrizioni antiche. Davanti alla bassa facciata della chiesa in stile barocco c’è un portico anch’esso contenente lapidi e iscrizioni: una murata presso l’angolo destro, lancia maledizioni e scomuniche contro ogni futuro abate a cui saltasse in mente di vendere la Colonna Antonina. La chiesa possiede un bellissimo organo di fine Seicento ed è ricca di dipinti secenteschi. Tra questi particolarmente notevoli, nella seconda cappella a destra, un San Francesco di Orazio Gentileschi e, nella cupola, affreschi di Cristoforo Pomarancio. Resti del pavimento cosmatesco del XIII secolo sono nella terza cappella a sinistra. Il reliquiario con il capo di san Giovanni Battista è nella prima cappella a sinistra.
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