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La Rocca di Giulio II: la Torre della Rocca è il nucleo originario della fortezza e fu edificata sotto Papa Martino V (Oddone Colonna 1417-1431) dopo oltre un secolo di abbandono dei possedimenti della Chiesa a causa del trasferimento della sede papale ad Avignone (cosiddetta Cattività Avignonese) al fine di fortificare il litorale romano e meglio controllare il traffico sul Tevere (Dazio) che all’epoca scorreva sotto di essa. Si deve invece a Giuliano della Rovere, vescovo di Ostia dal 1483 al 1503 anno in cui fu eletto Papa con il nome di Giulio II (il Papa Guerriero del film Il Tormento e l’Estasi), la costruzione dell’intera fortezza attribuita all’architetto Baccio Pontelli. La Rocca è ha pianta triangolare con tre torrioni ai vertici due rivolti verso la città ed uno, quello di Martino V appunto, rivolto verso il fiume. Il castello oltre ad essere fornito delle consuete protezioni e possibilità di offesa tipiche del medioevo recepisce, sembrerebbe per la prima volta in costruzioni del genere eseguite in Italia, le tecniche di difesa e di offesa necessarie per fronteggiare le nuove armi da fuoco. Torri tagliate per renderle non vulnerabili dalle palle di ferro dei cannoni, merlature possenti per un maggior riparo dei soldati posti alla difesa, casematte per ospitare i cannoni con i quali far fuoco sugli aggressori, feritoie per far fuoco con gli archibugi. La fortezza fu anche utilizzata dai papi quale residenza estiva; perse definitivamente la sua funzione con l’alluvione del 1557 che modificò in modo definitivo il corso del fiume Tevere che vide spostare il suo alveo a circa due chilometri dal castello. Ancora oggi si può vedere scorrere il fiume dagli scavi di Ostia Antica. Il Castello di Giulio II ebbe un nuovo effimero utilizzo intorno alle metà del 1800 quando Papa Pio IX (Giovan Maria Mastai Ferretti 1846-1878) lo utilizzò come prigione. Poi fu definitivamente abbandonato fino a quando nel dopoguerra l’architetto Italo Gismondi iniziò il suo restauro al quale si deve l’errore della costruzione dei merli in stile medievale. E’ possibile visitare il Castello in gruppi accompagnati da una simpatica e preparata guida che restituisce, attraverso il suo racconto, un ampio squarcio di quella che doveva essere la vita all’interno della Rocca mentre ci introduce in ambienti suggestivi dei quali ne descrive l’uso e le curiosità. L’ingresso è gratuito, ma una buona mancia al nostro ospite, anche se non richiesta, penso sia cosa giusta.
La Chiesa di S. Aurea: uscendo dal Castello di Giulio II ci sorprende la bellezza, pur nella semplicità architettonica, della Chiesa di Santa Aurea. La chiesa è stata costruita su un preesistente edificio paleocristiano. E’ dedicata ala Santa martirizzata nelle vicinanze. La costruzione iniziata dal cardinale d’Estouteville fu proseguita dal cardinale Giuliano della Rovere la di cui casata, oltre ad essere ricordata nei fregi apposti sulla facciata, viene anche richiamata dalla ghianda posta sulla sommità del timpano, essendo questa il frutto dell’albero della rovere. Il Campanile e la Sacrestia risalgono alla seconda decade del 1500. La chiesa stata costruita con il travertino in tutte le sue parti portanti (parastre poggiate sui plinti, le cornici, il portale, la trabeazione, le modanature del timpano) mentre per i riempimenti si è fatto uso del mattone. Lo stile ha richiami gotici nelle finestre a bifore e nel rosone della facciata.
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